Archivi del mese: giugno 2013

Forget, forgot, forgotten

ricordi in valigaiA volte mi chiedo qual è la logica con cui dimentico le cose. Sempre che ci sia.

Voglio dire, ho studiato tante di quelle pagine, di quei teoremi, di quelle formule, e poi ancora date, battaglie, strampalate teorie economiche e intere collezioni di poesie a memoria. Eppure ho dimenticato tanto. Un nozionicidio. Ho sterminato libri di conoscenza senza accorgermene, uno a uno. Magari sono ancora tutti qui dentro, da qualche parte, in qualche manciata di neuroni nascosti pronti a sorprendermi, chi può saperlo.

Dubito però che il cervello abbia avuto cura di riporli in un cassetto; credo piuttosto siano stati infilati alla rinfusa dentro due o tre valigie, smarrite come bagaglio ormai poco culturale in qualche aeroporto internazionale o incastrate nel tempo di qualche fuso orario. Non saprei dire.

La cosa strana però, è che mentre cerco di ricordare lo scordato, mi accorgo invece che il dimenticabile o quello che vorrei dimenticare, resta lì, ben definito, tridimensionale e fisico.

Secondo me, esiste un principio beffardo per cui più cerchi di dimenticare, più non dimentichi.

Certo, mi dico, è più facile scordare l’anno della disfatta di Waterloo che quello in cui hanno disfatto la tua spensieratezza. Anche perché un dato lo registri a matita nel cervello, un ricordo invece te lo scrivi addosso con l’Uniposca. E lì tende a restare, il più delle volte.

Mi sono pure chiesta se il cervello, più intelligente di noi, alla fine sia soltanto in grado di selezionare l’utile dal superfluo.

Ma di certo no, perché altrimenti non dimenticherei le date dei compleanni, ricordando invece il numero di targa della Fiat 126 che avevo a diciott’anni.

Non scorderei neanche di annaffiare le piante del balcone in modo sistematico ed essiccante, ricordandomi però il nome di un’infinità di rose.

Non lo so come funzioni il mio cervello. Male, ad ogni modo.

E se trovate da qualche parte le mie valigie, non fate i furbi: l’indirizzo è scritto di certo da qualche parte.

Beh… sì…  se non mi sono scordata di annotarlo.