Archivi del mese: marzo 2013

Un buon rosso

rossoQuanta vita ho speso e spendo in macchina aspettando il verde. Sì, quello del semaforo.

Davanti al semaforo credo di aver vissuto una buona parte della mia vita. E una persona moderna impara presto che un buon rosso non è soltanto un eccellente bicchiere di vino o un modo certo per tardare al lavoro, ma è anche una scovata opportunità.

Per esempio, un buon rosso lo si può usare per rifarsi il trucco o per inviare un messaggio; per stilare la lista della spesa o quella dei libri da portare in viaggio; per decidere che è il giorno giusto per smettere o ricominciare; per chiedersi perché; per stabilire una volta per tutte che due cucchiaini di zucchero nel caffè sono troppi; per rinunciare a dimenticarlo.

Davanti a un buon rosso, non ci si accorge mai del verde.

E quando poi si riparte, incalzati dai clacson, le scelte prese s’ imbottigliano nelle precedenze mancate o s’inchiodano davanti al pedone che attraversa a tradimento. Ci si dimentica perfino di loro.

Il più delle volte ce le ritroviamo ancora lì, il giorno dopo, appoggiate al semaforo, perché qualcuno ha avuto l’accortezza di non buttarle via, di metterle da parte, ché sembravano buone.

Ogni giorno mi fermo a un rosso e capisco che c’è poco tempo, che una rotatoria ha sostituito l’ennesimo semaforo, che eccole, stanno incombendo, che non ho più molto tempo per prendere una qualsiasi giusta decisione.